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venerdì 15 giugno 2012

Siete in bagno e avete paura che chi è fuori senta tutti i rumori? Ora c’è il “silenziatore” elettronico

Dal Giappone (e da dove, sennò) arriva un curioso gadget rivolto a chi vuole evitare l’imbarazzo di trovarsi in bagno e far sentire tutti i rumori a chi è fuori.

Il gadget, che si chiama Eco-Otome, è pensato per chi deve usare il bagno a casa di amici o parenti (magari suoceri: sembra che molti abbiano una certa fobia ad usare il bagno dei suoceri per “cose grosse”), oppure al lavoro o ad una festa. Il funzionamento è estremamente semplice: produce il rumore di uno scarico d’acqua che dovrebbe coprire (non un vero e proprio silenziatore, dunque) gli altri rumori che potete produrre in bagno, almeno entro certi limiti.
Eco-Otome è nato perché sarebbero molti a cercare di coprire i propri rumori tirando l’acqua, ma questo impone di dover aspettare che si ricarichi il serbatoio prima di un nuovo uso.
C’è anche un occhio all’ecologia, dato che uno degli obiettivi del prodotto è quello di evitare l’inutile spreco dell’acqua che si ha quando si tira lo sciacquone solo per coprire dei rumori.
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Bambino di 2 anni deve la vita all’iPhone

Un bambino in Cina è stato salvato dai soccorritori grazie ad un iPhone. Il piccolo, di appena 2 anni, era caduto in uno stretto pozzo. I tentativi di recuperarlo stavano incontrando grosse difficoltà, a causa delle dimensioni limitate del pozzo e del fatto che l’imbragatura che avevano a disposizione i soccorritori per recuperare il bambino era progettata per gli adulti, e quindi non si riusciva ad agganciare il piccolo.

A un certo punto però, uno dei soccorritori ha avuto l’idea di sfruttare il suo iPhone: l’uomo ha agganciato il telefono ad un cavo, e l’ha calato nel pozzo, utilizzandolo per filmare l’interno del pozzo e raccogliere quindi importanti informazioni su come poter effettuare il recupero del bambino. Una delle preoccupazioni era infatti che, date le difficoltà che c’erano a calare l’imbragatura, durante il sollevamento (anche qualora fossero riusciti ad agganciare il bambino) potesse sganciarsi e portare al ferimento del bambino.
Grazie a questa semplice idea, il piccolo è stato poi estratto dal pozzo in breve tempo e senza incidenti: è stato comunque portato in ospedale per controlli.
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sabato 9 giugno 2012

L’ultimo ‘falso’ cinese: la finta accademia di polizia


La Cina ha una certa nomea per la produzione di prodotti ‘tarocchi’, che non risparmierebbero nessuna tipologia di prodotto, dall’alta tecnologia all’abbigliamento. Ma la notizia che arriva dalla provincia di Shandong sorpassa ogni limite: infatti ad essere falsificata è nientedimeno… che un’accademia di polizia.
Un certo Wei Zhenhai aveva fondato la scuola, che offriva corsi triennali del costo di circa 3.000 euro (una cifra che si avvicina molto al reddito annuale di un lavoratore cinese), spacciandosi per una filiale della vera Jiamusi Academy, nella Provincia dell’Heilongjiang, e intanto acquistando online uniformi ed equipaggiamento della polizia.
La truffa è stata scoperta quasi per caso, quando i genitori di uno degli studenti si sono trovati a parlare con dei veri agenti, che sono rimasti stupiti dell’esistenza di questa accademia di cui non avevamo mai sentito prima.
La “vera” polizia ha così inviato dei giovani agenti in borghese, a fingersi studenti che volevano iscriversi all’accademia, che hanno con stupore constatato come Zhenhai avesse creato una falsa scuola di polizia. Zhenhai, parlando con gli agenti sotto copertura, ha sottolineato come la sua scuola offrisse la garanzia si un lavoro sicuro, che inoltre aveva solidi contatti altolocati che potevano aiutare i diplomati a scegliere la destinazione, e che grazie ai loro metodi di insegnamento tutti potevano diventare dei buoni poliziotti in breve tempo. In questo caso, è bastato il tempo del colloquio: i finti studenti infatti hanno immediatamente arrestato Zhenhai.

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mercoledì 6 giugno 2012

Incidente diplomatico: invece dell’inno del Kazakistan, suonano la parodia di Borat


Non si sono ancora placate le polemiche dopo l’incidente che ha visto protagonista la squadra di tiro a segno del Kazakistan durante una gara in Kuwait, alcune settimane fa.
In una delle gare aveva vinto la medaglia d’oro la kazaka Maria Dmitrienko, e durante la cerimonia di premiazione, anziché l’inno kazako, è stata suonata la parodia tratta dal film “Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan”. L’inno del film “celebra” il paese, tra l’altro, per le esportazioni di potassio del paese, e soprattutto per avere le prostitute più pulite della regione.
Facile immaginare la perplessità della vincitrice e del team kazako, che lì per lì hanno comunque fatto buon viso a cattivo gioco evitando di fare scenate. La cerimonia, è stata successivamente ripetuta, questa volta con l’inno corretto. Il team kazako ha chiesto però delle scuse formali da parte dell’organizzazione per l’incidente.

lunedì 4 giugno 2012

Tenta di rapinare casa, ma ci abitano campione di karate e la sua squadra


Le rapine e i furti non sono un buon mezzo per fare soldi. Lo ha imparato un ladro colombiano che ha deciso di introdursi in un abitazione di Manizales (in Colombia, appunto).
Il ladro era già riuscito a caricare nello zaino alcuni oggetti (tra cui un portatile e due macchine fotografiche digitali), quando è stato scoperto dal padrone di casa, che era nient’altro che Cristian Garces, che aveva appena vinto il titolo di campione panamericano di karate, e che condivideva l’abitazione con l’allenatore e alcuni compagni di squadra.
Come è facile immaginare, Garaces e i suoi compagni hanno “dimostrato” al ladro che è meglio vivere onestamente. Tanto più che l’uomo era riuscito ad allontanarsi, piuttosto malconcio, in un attimo in cui i residenti lo avevano perso di vista mentre aspettavano l’intervento della polizia: ma è stato riacciuffato non solo dalla squadra di karate, ma sono intervenuti anche i vicini di casa.
Dopo pochi minuti è arrivata una pattuglia della polizia a prelevarlo: “Non sembrava ansioso di continuare a rubare”, ha raccontato poi Graces.

venerdì 1 giugno 2012

Ruba lattine di bibite solo per i soldi del deposito


Una donna del Massachusetts avrebbe acquistato alcune casse di lattine di bibite con una “social card” rubata, per poi inserire le lattine ancora piene nel sistema automatico di restituzione del deposito per il vuoto del supermercato.
Infatti, per incentivare il riciclo, il supermercato aveva installato una macchina automatica dove inserire i vuoti delle lattine, che erogava al cliente l’importo del deposito. Abbiamo scritto “erogava”, perché la macchina è stata danneggiata dall’inserimento delle lattine ancora piene.
Tra l’altro, il fatto che la donna abbia inserito subito le lattine appena acquistate nella macchina ha inevitabilmente attirato l’attenzione del personale del negozio, che ha scoperto anche che il nome sulla social card non era quello della donna, che quindi è stata denunciata per furto e danneggiamento.
Quello che non è chiaro agli investigatori è perché la donna fosse tanto ansiosa di ottenere qualche spicciolo in contanti anziché sfruttare la social card rubata per fare degli acquisti che le fossero in qualche modo utili.

martedì 29 maggio 2012

Il diamante più grande del mondo


Prende il nome di Argyle Pink Jubilee, è un diamante rosa grezzo ed è il più grande del mondo: 12,76 carati. La ricca scoperta, è avvenuta in una delle miniere di diamanti più produttive dell’Australia Occidentale, ad opera dei minatori della Argyle Mine.
Josephine Johnson, della divisione Argyle Pink Diamonds ha così commentato il ritrovamento:
Un diamante di questo calibro è senza precedenti in Australia. Abbiamo dovuto aspettare 26 anni per estrarre questa pietra e difficilmente se ne troveranno altre di simili.
Il valore in soldoni della pietra, è di oltre 10 milioni di euro e, entro la fine dell’anno verrà messa all’asta. L’immenso valore in termini economici, è anche dovuto al fatto che trovare dei diamanti colorati è cosa piuttosto rara (1 su 10.000) e molti possono essere considerati dei pezzi assolutamente unici.

Città australiana invasa dai pipistrelli


Uno folto gruppo composto da oltre 250 mila pipistrelli, ha preso di mira una cittadina nel Nord dell’Australia, gettando letteralmente nel caos l’intera popolazione che ora è in panico in seguito al timore di una possibile epidemia di rabbia.
La paura di una diffusione del virus, che si propaga in seguito a morsi e graffi di pipistrelli, ha quindi spinto il Centro locale per il controllo delle malattie, a dare l’allerta ai cittadini di Katherine.
Il pipistrello in questione, sembra apprezzare in particolare le piante esotiche (anche per questo viene chiamato “pipistrello da frutta”); in tal senso, le autorità hanno invitato i cittadini a tenersi lontani da questo tipo di vegetazione.
L’invasione di pipistrelli, avrebbe già provocato alcune vittime anche se, secondo quanto diffuso dalla Bbc, è disponibile un vaccino che andrebbe a scongiurare ulteriori future morti.

Il volto del male esiste: ecco chi è


E se il “male” avesse un volto ben delineato, in grado di racchiudere, al suo interno, tutti gli elementi somatici negativi della personalità umana? A quanto pare, secondo quanto dichiarato dai ricercatori della Washington University di St. Luis, capeggiati da  Nicholas Holztman, il volto in questione sarebbe stato svelato, come possiamo vedere dalla foto all’articolo.
Holztman, che da tempo si occupa degli aspetti somatici in grado di svelare alcuni tratti salienti della personalità umana, sembra essere certo di aver trovato il volto che, in assoluto, vada a racchiudere il male, ovvero il perfetto mix di freddezza, manipolazione, menzogna e cattiveria presente nell’essere umano.
A ben vedere, la foto della ragazza in oggetto, alla quale si è giunti dopo l’elaborazione di trecento fotografie e che andrebbe a rappresentare il volto del male per eccellenza, tutto sembra all’infuori di una persona cattiva. Tuttavia, i suoi tratti andrebbero a contenere tutti gli elementi somatici negativi della personalità, rappresentando così il prototipo dello psicopatico.

La Virgin Atlantic serve cubetti di ghiaccio a forma di Richard Branson

Richard Branson è un personaggio a volte eccentrico con un certo culto della personalità, che bisogna riconoscergli non essere immotivato dato che di traguardi ne ha raggiunti un bel po’ nelle sue attività. L’ultima trovata è decisamente curiosa.

La compagnia aerea Virgin Atlantic ha iniziato a servire dei cubetti di ghiaccio a immagine di Branson. I cubetti, soprannominati “Little Richards” sono stati messi a punto da un team di quattro designer, che hanno usato tecniche di scansione laser e fotografia ad alta risoluzione per creare il modello.
I cubetti sono serviti solo nella Upper Class di alcuni voli della compagnia, e Branson ha spiegato che i cubetti di ghiaccio sono un modo per per brindare “di persona” con i viaggiatori di questa classe, da poco introdotta.
I cubetti infatti sono stati ideati per festeggiare il lancio della nuova classe lusso , che è stata introdotta ad aprile, e che è dotata di poltrone-letto e del bar più grande di cui sia mai stato dotato su un aereo di linea: il costo del biglietto non è però certamente popolare, dato che un viaggio andata e ritorno New York-Londra costa dal 4.500 dollari in su.
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Ragazza tira a canestro mentre è in coma


Maggie Meier gioca a pallacanestro da quando ha imparato a correre, e lo sport si è così radicato in lei che riusciva a fare canestro anche mentre era in coma: era sufficiente metterle tra le mani una palla. La sorella univa le braccia a cerchio, per un canestro improvvisato, e Maggie tirava d’istinto.
Non ho mai visto niente di simile”, racconta il neurologo che l’ha curata, William Graf, “Il gesto di tirare si è così instaurato a livello base che riusciva a tirare a canestro anche quando non riusciva a parlare o a camminare”.
Maggie aveva contratto una forma di meningite che l’ha tenuta in coma per due mesi e mezzo lesionando anche il suo cervello, tanto che ha dovuto sottoporsi ad una lunga riabilitazione per imparare nuovamente a camminare, parlare e leggere. Ma non ha mai mollato il suo sogno di entrare in una squadra di basket, sogno che è stato recentemente realizzato, quando è stata selezionata dalla squadra degli Huskies.
Maggie ha inoltre deciso che continuerà gli studi specializzandosi nell’assistenza ai disabili, un modo per “ricambiare” l’assistenza che ha ricevuto durante la malattia.

lunedì 28 maggio 2012

Errore di pronuncia scatena il panico durante un volo aereo

Momenti di panico per i passeggeri di un volo della Southwest Airlines, da Baltimora a Long Island, dopo un annuncio del capitano del velivolo. Il capitano infatti intendeva fare gli auguri di compleanno ad una futura mamma a bordo, e ha usato il microfono interno per questo annuncio, che voleva essere gentile e simpatico.




Solo che diversi passeggeri anziché capire “mom on board” (mamma a bordo, appunto) hanno capito “bomb on board” (bomba a bordo), scatenando una vera e propria ondata di panico. Le hostess hanno faticato non poco a riportare la calma, spiegando che si trattava solo di un clamoroso equivoco.
La Federal Aviation Amministration ha fatto sapere che è comune che il personale degli aerei faccia comunicazioni personali durante il volo, ma sta valutando se regolamentare in modo diverso le comunicazioni all’interno dell’aereo.

Beve per errore benzina, poi si accende una sigaretta: esplode


Qual è la cosa più stupida che una persona può fare dopo avere bevuto della benzina (che, già di per sé, non è una cosa geniale)? Accendersi una sigaretta.
Non avrà purtroppo modo di raccontare la sua esperienza Gary Allen Banning, di Havelock, North Carolina, rimasto ucciso in un incidente domestico non esattamente comune.
Secondo la ricostruzione della polizia, Banning era andato in cucina a bere qualcosa, ma per errore si è versato nel bicchiere della benzina. L’uomo si sarebbe reso conto dell’errore, ingerendone solo una piccola parte e sputando gran parte del contenuto, ma anche addosso a sé stesso.
Poco dopo, Banning ha deciso di accendersi una sigaretta: la benzina che aveva ancora in bocca e sui vestiti però ha preso fuoco, trasformandolo in una torcia umana.
I pompieri e i medici sono intervenuti quasi subito, ma Banning è comunque morto dopo poche ore per le gravissime ustioni riportate.

Poliziotto insegue… sé stesso


L’inesperienza di un agente di polizia ha portato all’avvio di un lungo inseguimento che non poteva avere successo.
Un giovane agente inglese era stato messo di servizio alla centrale di videosorveglianza da dove vengono monitorate le aree della città a più elevato rischio di criminalità. Quando ha visto un uomo comportarsi in maniera sospetta, ha avvisato un agente presente nell’area, dandogli le indicazioni di dove fosse il sospetto che stava fuggendo intorno al palazzo, ma comunque sempre sotto le inquadrature di qualche telecamera.
Solo che il giovane agente non si era reso conto che il “sospetto” che aveva individuato altri non era che il poliziotto stesso, che era in borghese, e che in realtà non stava per nulla fuggendo, ma inseguendo secondo le sue indicazioni. Inseguendo sé stesso.
Ci sono voluti oltre venti minuti di “sono in zona ma non vedo il sospetto” perché i due agenti si rendessero conto di cosa effettivamente stava avvenendo, mettendo così fine all’inutile inseguimento.

Tiene il trucco continuamente per due anni: ora ha danni permanenti alla pelle


Forse molte donne si tolgono il trucco la sera per comodità e per sentirsi pulite, ma quella di togliersi il trucco è un’esigenza medica, come ha scoperto a sue spese una giovane ragazza sudcoreana.
Bae Dal-mi, che oggi ha 21 anni, aveva da tempo una vera e propria mania per il trucco, fino a che non è arrivata al punto che ha deciso di tenerlo addosso continuamente, anche di notte, un po’ perché voleva essere perfetta in qualunque momento, un po’ anche forse per risparmiare una parte delle diverse decine di minuti che impiegava ogni mattina per applicarsi il pesante trucco.
La madre ha fatto di tutto per riportarla a più miti consigli, ma senza successo: alla fine, la donna disperata ha tentato la strada del reality show, iscrivendo la figlia ad un programma televisivo. Il programma ha accettato di raccontare la storia della ragazza, ed un gruppo di psicologi e di dermatologi la ha convinta a rimuovere in diretta tv i diversi strati di trucco che aveva addosso ormai da due anni.
Ma a questo punto la scoperta: la pelle della ragazza era stata oramai irrimediabilmente danneggiata dalla sua ossessione per la bellezza, dimostrando un’età apparente di quarant’anni, il doppio dell’età di Bae.
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Uomo fugge dalla polizia, vestito… solo con un paio di scarpe con tacchi a spillo


Gli agenti di polizia, che stavano conducendo un normale pattugliamento, non credevano ai loro occhi quando hanno visto Stephen Roy Dombeck (questo, hanno poi scoperto essere il suo nome) passeggiare per la Dupont Avenue South di Minneapolis.
L’uomo infatti era vestito… no, dobbiamo cercare un altro verbo… aveva addosso solamente un paio di scarpe da donna con vertiginosi tacchi a spillo. Aggiungiamo anche che Dombeck ha 63 anni.
Quando l’uomo si è accorto della presenza della polizia, ha tentato di correre alla sua auto per darsi alla fuga, ma le scarpe che indossava lo hanno rallentato quel che è bastato perché non riuscisse a dileguarsi.
Gli agenti lo hanno così fermato, denunciandolo per atti osceni e proponendolo per una visita psichiatrica.


Artista giapponese offre una cena… a base dei suoi genitali

Difficile trovare una forma d’arte più estrema che tagliarsi i genitali e servirli per cena ad un gruppo di selezionatissimi ospiti.  E per quanto possa sembrare incredibile è proprio quello che ha fatto l’artista giapponese Mao Sugiyama

Sugiyama, 22anni, si definiva da tempo “asessuato”, non riconoscendosi né come uomo né come donna. A inizio aprile, l’artista aveva twittato un messaggio che in realtà in pochi avevano preso sul serio: “Offro i miei genitali maschili (intero pene, testicoli e scroto) come pasto per 100.000 yen. Saranno cucinati secondo le richieste degli acquirenti, in un luogo di loro preferenza“. Sei persone si sono prenotate per l’insolito pasto, dal costo elevato ma non inaccessibile: l’equivalente di circa 250 dollari.
Quello che in pochi si aspettavano è che Sugiyama ha mantenuto fede al suo proposito: a fine aprile si è sottoposto ad operazione per farsi rimuovere i genitali, che ha nei giorni successivi cucinato come promesso e servito ai prenotati (o almeno, quelli che si sono presentati, dato che c’è stata una defezione), in un ristorante affollato da curiosi.
Inutile dire che la storia ha suscitato enorme scalpore: sotto accusa anche la legislazione giapponese, nella quale non esiste una legge contro il cannibalismo e pertanto considera un pasto del genere perfettamente legale.

Ricerca scientifica: “L’esplosione delle carcasse nei cetacei”


Cosa succede dopo la morte di un cetaceo in mare? Probabilmente non è il vostro primo pensiero la mattina quando vi svegliate, eppure sul tema c’è in corso un dibattito scientifico molto vivace su questo tema, tra chi sostiene che affondino, chi che galleggino, chi che esplodano.
I paleontologi e i neontologi hanno finora concluso che dato che questi animali hanno una densità minore di quella dell’acqua, la carcassa dovrebbe affiorare in superfice per poi affondare dopo che sono stati espulsi i gas legati alla putrefazione. Spesso questa espulsione avverrebbe in modo violento, quando la pressione interna arriva al punto di rottura dei tessuti, da cui si parla di esplosioni delle carcasse.
Una recente ricerca invece conclude che queste esplosioni avvengano solo in condizioni particolari di temperatura, e che inoltre le carcasse entrano a far parte del ciclo alimentare dei pesci, la cui interazione con le carcasse sarebbe a giustificare le eventuali “disarticolazioni” riscontrate.
Lo scopo dell’insolita ricerca è quello di comprendere meglio i fossili e i reperti di animali preistorici, perché “l’esplosione” andrebbe a disarticolare le giunture e a posizionare in modo diverso le ossa, e quindi fornire una chiave di interpretazione più corretta per l’esame dei fossili ritrovati.